‘La Vita è Brutta’: una ballata ironica e cinica sulla fragilità del vivere
La cantautrice Giulia Mei racconta la vita con uno sguardo irriverente ma profondamente umano attraverso musica e disincanto
Giulia Mei è una cantautrice e musicista siciliana che fin da giovane ha scelto di intraprendere la strada della musica, studiando canto e pianoforte al Conservatorio di Palermo.
Il suo percorso artistico l’ha vista distinguersi in vari concorsi di rilevanza nazionale, tra cui Musicultura e il Premio De André, ottenendo riconoscimenti che ne hanno consolidato la reputazione.
Nel 2019 esce il suo primo album, ‘Diventeremo Adulti’, finalista alle Targhe Tenco come miglior disco esordiente.
Con una poetica che unisce lirismo e ironia tagliente, Mei si è affermata come una voce unica nel panorama musicale italiano, conquistando nel 2021 la vittoria nel concorso per autori ‘Genova per Voi’ e firmando un contratto con Universal Music Publishing.

Dopo la partecipazione ai provini e ai bootcamp di X Factor, dove ha catturato l’attenzione del pubblico e dei giudici con la sua ‘Bandiera’, canzone fortemente femminista, il suo ultimo singolo, ‘La Vita è Brutta’, continua la sua esplorazione delle sfide e delle contraddizioni dell’esistenza umana.
Con ‘La Vita è Brutta’, ci regala un brano che naviga tra i poli della disperazione e dell’ironia. Con un linguaggio immediato e tagliente, Mei canta di situazioni quotidiane e universali, invitando l’ascoltatore a riflettere e, al tempo stesso, a sorridere amaramente.

Come afferma nel testo del singolo, la cantautrice “nel dubbio tra ridere e piangere, ride”, suggerendo una reazione umana al caos e alla sofferenza che ci circondano: una sorta di ribellione silenziosa, dove il sorriso si trasforma in un’arma contro il peso dell’essere.
Altro passaggio significativo è il momento in cui descrive la difficoltà di “tirare avanti” senza perdere la propria identità. Qui, l’artista affronta il tema dell’incertezza, sia materiale che emotiva, tipica di una generazione costantemente in bilico tra aspirazioni e delusioni.
La canzone assume una struttura quasi teatrale, con momenti di tensione che si risolvono in attimi di paradossale leggerezza.
“Hai voglia di chiudere gli occhi e non pensare
– Giulia Mei in ‘La vita è brutta’
Che pure ‘sta canzone ti fa cagare
Ma tu la canti tutta, la balli tutta
Perché la vita è brutta”.
Con espressioni come questa, l’artista utilizza un tocco barocco e minimalista, alternando immagini complesse a frasi che restano impresse per la loro semplicità. Questo dualismo, tra intimità e sarcasmo, rende ‘La Vita è Brutta’ una narrazione che stratifica il vivere moderno.
Giulia Mei, non si limita a parlare del dolore, ma lo trasforma in una ballata che inneggia alla sopravvivenza creativa. L’ironia diventa il filtro per affrontare le difficoltà, un invito a danzare anche quando tutto sembra andare storto.
