La Gen Z all’uncinetto… con un pizzico di Pepe

La cofondatrice di ‘Crookie’, Elena Lin – in arte Pepe – ci racconta il suo percorso dall’Industrial Product Design fino alla nascita del progetto di capi fatti a mano

Elena Lin – in arte Pepe – è una ragazza di venticinque anni di origini cinesi ma nata a Sassuolo. Dopo aver vissuto in Cina dai tre mesi ai cinque anni è tornata con la famiglia in Italia dove ha imparato la lingua, ma non conoscerla bene fin dall’inizio diventa subito per lei motivo di insicurezza e imbarazzo. Questa condizione la porta a chiudersi in sé stessa, motivo per cui è sempre apparsa come una bambina molto timida e taciturna.

“Crescendo, per via della mia timidezza, osservavo spesso gli altri, senza mai essere ‘la protagonista della storia’, e sempre più mi sentivo di essere diversa da loro, la solita ragazza incompresa con un ciuffo un po’ troppo lungo davanti agli occhi, con un fare un po’ goffo e piena di brufoli”.

– Pepe
Pepe per Stone Island.

Al terzo anno di liceo ha scelto l’indirizzo di design del prodotto e si è ritrovata sola in una nuova classe. Qui è iniziata la sua metamorfosi: è uscita mano a mano dal suo guscio, si impegnava nei progetti scolastici e grazie ai risultati raggiunti, per la prima volta nella sua vita, ha avvertito l’orgoglio della famiglia. Questi riconoscimenti hanno iniziato a colmare le sue lacune di autostima, dandole modo di iniziare e credere in se stessa e nelle sue potenzialità.

“L’autostima penso sia qualcosa che serva molto, soprattutto in certi ambienti e in certi periodi, come l’adolescenza, dove hai esattamente bisogno di una cosa: riconoscimento. E il riconoscimento porta, a mio parere, autostima. Dopo averla acquisita sono come riemersa”.

– Pepe
Pepe, foto di Felipe Modena.

Dopo il liceo Elena si è iscrive allo IAAD di Bologna, per frequentare il triennio universitario e all’ultimo anno di questo percorso, che lei ricorda con grande gioia, nasce Pepe: il suo alter ego brioso e sicuro di sé. E in effetti non poteva scegliere un nome migliore per identificare questa nuova personalità, che è l’esatto opposto di quella che si lasciava alle spalle. 

“Questo nome è stato un po’ un coming out della personalità di cui non ero a conoscenza fino alla maggiore età. Non è un soprannome che mi hanno affibbiato, è semplicemente un nome che mi sono attribuita perché avevo bisogno di separare la vecchia me dalla nuova me che mi piaceva, e cosa scegliere se non il “pepe”, che è la mia spezia preferita”.

– Pepe

Da quel momento Pepe intraprende una breve esperienza da modella, in cui si imbatte casualmente grazie ad un ingaggio nato sui social. Il mondo della moda fa riemergere alcune delle sue insicurezze ma allo stesso tempo la aiuta molto a livello sociale e a comprendere che ognuno ha delle caratteristiche che lo rendono unico e speciale, al di là degli stereotipi.

“Posavo per sconosciuti con vestiti a volte scomodi e trucchi pesanti, credendomela. Quello che potrei dire sulla mia esperienza da modella potrebbe essere una storia infinita tra critiche e quant’altro. Non è un mondo per tutti, e non è patinata come le copertine dei magazine, ma sicuramente mi ha aiutata moltissimo a livello sociale e di presa di coscienza che siamo veramente tutti diversi e ognuno viene apprezzato per qualcosa senza per forza essere una bella stangona da passerella. Grazie moda per questa apertura mentale, hai sicuramente sollevato il morale a molte persone che non sapevano di avere certe potenzialità”.

– Pepe
Pepe, foto di Martina Guzzoletti.
Pepe, foto di Gianmaria Fioriti.

A Luglio 2019 si laurea in Industrial Product Design e durante la stesura della tesi sono tante le domande che Pepe si pone sul suo futuro, iniziando a dubitare che il lavoro che sognava di fare quando ha cominciato gli studi facesse ancora al caso suo e chiedendosi se avesse senso investire in quel settore poco sostenibile.

Durante il lockdown, passato a Bologna, Pepe era in cerca di stimoli nuovi e ha iniziato ad utilizzare i suoi vecchi vestiti per produrre delle creazioni upcycled e dei ricami da applicare sui vecchi jeans, che mostrava e vendeva su Instagram. In quel periodo si diffonde il trend dei capi fatti ad uncinetto e Pepe lasciandosi ispirare inizia a creare i suoi gomitoli personali con i fili ricavati da vecchie t-shirt.

Da questa nuova passione, nel dicembre 2021 nasce Crookie: il progetto creativo di capi handmade all’uncinetto o ai ferri fondato con Eleonora Barbieri e che successivamente coinvolgerà Martina Rella e Elena Basandella, che ad oggi vanta una collaborazione con Nike.

“Crookie è il nostro piccolo mondo, fatto di ore di lavoro e mal di schiena, ma di tanta soddisfazione a livello mentale e soprattutto manuale. Per me è arrivato quel safe space, sicuramente l’universo ha fatto sì che trovassi il mio posto nel mondo. E da cosa nasce cosa, il mio lato da art director, stylist e setdesignersono subentrati nella lista di quello che posso saper fare”.

– Pepe
Pepe, foto di Bea Hohenleiter.
Eleonora Barbieri, foto di Felipe Modena.

La peculiarità di Crookie è l’unicità di ogni singolo prodotto, che va in contrasto agli standard della fast fashion rendendo omaggio allo scopo più puro dell’artigianato: la creatività. 

Insieme a una continua ricerca di ciò che la fa stare bene, per Pepe diventa fondamentale per la sua crescita artistica e personale essere circondata e intessere legami con persone dalla spiccata carica inventiva ma soprattutto genuine, come le sue collaboratrici.

“Devo ringraziare inoltre il mio guru di vita, Giovanni Lupi, per avermi sostenuta in tutti questi anni subendo il mio caratteraccio e disordine di tutti i giorni, ma è anche merito suo se oggi sono la persona che sono”.

– Pepe

About Author /

Annapaola Matera, nata nel 1999, è attualmente studentessa di Economia e manager con una fervente passione per l'imprenditoria giovanile e lo sviluppo del talento umano. Dopo l’esperienza maturata durante il suo periodo come autrice all'interno della redazione ragazzi del Messaggero Veneto ha ampliato il suo coinvolgimento scrivendo anche per Not Yet, arricchendo ulteriormente il suo bagaglio di conoscenze nell'ambito imprenditoriale e comunicativo.

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