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Andrea Modesti: la pittura come sguardo consapevole sul mondo e sulla natura perpetua dell’affanno umano

La pittura è un’arte antica come l’uomo, a disposizione di tutti, ma solo chi vi si dedica e vi si abbandona potrà farla propria.

Così, dipingendo, Andrea Modesti, artista romano nato nel ’99, è entrato in contatto con la sua spiccata emotività e le ha dato una forma, imparando come le emozioni e il dialogo interiore siano tutt’altro che una debolezza. 

La crescita dell’artista, al di là dell’aspetto tecnico, è iniziata dalla necessità di convogliare ciò che sentiva per potersi meglio comprendere; oggi l’introspezione affianca nei temi affrontati una forte attenzione per l’attualità.

La tecnica pittorica di Modesti comprende l’utilizzo di materiali come impasto materico, tessuto, spago, talvolta addirittura sangue: questi materiali conferiscono tridimensionalità e realismo al dipinto, avvicinando lo spettatore al messaggio dell’opera.

Andrea Modesti.

Il frequente utilizzo di colori terrigni, spenti, e le superfici irregolari delle tele, ricordano affreschi rovinati dal tempo, in contrasto con i soggetti estremamente attuali che raffigurano. 

I soggetti umani sono protagonisti di ogni tela, dove perdono la loro individualità e si fanno simbolo di tutti coloro che vivono guerre, sofferenze, malattie. In opere come ‘Santa Teresa e le Quattro Stagioni’ o ‘Dafne’ le prime attrici sono figure classiche, di provenienza cristiana o mitologica, a richiamare la natura perpetua e universale dell’affanno dell’uomo, indipendentemente dall’epoca in cui ci si trova.

‘Santa Teresa e le Quattro Stagioni’.
‘Dafne’.

Lo stile di Modesti ha un gusto moderno più che contemporaneo: si fa specchio dei continui tormenti dell’uomo e dell’umanità, ne ricorda l’esistenza anche dove non se ne percepiscono direttamente gli effetti.

Il pittore, forte della sua formazione artistica sviluppata all’Accademia delle Belle Arti di Roma, può vantare una mostra personale già agli albori della sua carriera. ‘Anime Prive – In cerca di cibo’ si è tenuta nel 2022 a Cappella Orsini, nella Capitale, grazie al supporto di Fulcro Lucem che si è occupato della gestione fino alla produzione dell’evento. Cardine dell’esposizione è l’intento di sensibilizzare su temi sociali contemporanei: le tele diventano infatti portatrici di un deciso messaggio di critica sociale.

‘Ti dedico una poesia’.
‘Primavera’.
‘Ossigeno’.

Attualmente è in preparazione la seconda mostra personale dell’artista e per il 2024/2025 il suo management si sta dedicando principalmente all’organizzazione di eventi pop-up – il più recente lo scorso settembre -, che permettano alle ultime generazioni di entrare maggiormente a contatto con l’arte figurativa inserendola in contesti già vicini a queste fasce d’età. L’obiettivo del team di Modesti è proprio quello di riportare l’arte “di moda”, tra i giovani e non solo; da questo intento nasce anche la capsule collection di felpe su cui sono stampate le opere dell’artista. 

Oltre all’impegno socio-culturale, a valorizzare l’opera del pittore è il suo spiccato talento artistico. La rarità di un ragazzo classe ’99 che realizza opere d’arte classica vicina al realismo con una capacità estrema di cura del dettaglio ha infatti permesso a Modesti di ottenere un’importante crescita sul mercato, rendendo le sue creazioni interessanti investimenti economici per gli appassionati del settore. 

Il percorso creativo di Andrea Modesti non si arresta, sempre guidato dalla promessa, fatta a un giovane sé stesso, che l’arte nella sua vita non sarà mai messa in secondo piano.

About Author /

Matilde Mazzi nasce a Modena a inizio millennio. Attualmente studia al Politecnico di Torino, dove si interessa di struttura e proprietà dei materiali. Crede nell’equilibrio fra arti e scienza: coltiva deditamente la passione per letteratura, cinema e arti visive, pur essendo decisa a proseguire con studi di carattere ingegneristico. Una breve esperienza lavorativa in Olanda le ha permesso di avvicinarsi all’ambito della comunicazione nel campo dell’arte, che ha scoperto non voler abbandonare. Amante del soul e di Hermann Hesse, è facilmente incuriosita dall’immagine che l’uomo prova a dare di sé e dei suoi simili.

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